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Lunedì 26 Giugno 2017
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"E' questo un vago fertilissimo colle, posto quasi nel mezzo della Gallia Cisalpina, cui dalla parte esposta a Borea e ad Euro è prossimo San Colombano, castello assai noto e cinto di forti mura.

A piè del colle scorre il Lambro limpidissimo fiume e benchè piccolo, è capace di sostenere barche di ordinaria grandezza, il quale scendendo per Monza, di qui non lungi, si scarica nel Po: a ponente si stende lo sguardo a larga spaziosa veduta, e regnavi gradita solitudine e amico silenzio.

Io non conosco altro luogo che in positura si poco elevata si vegga attorno si vasto prospetto di nobilissime terre" >
 Francesco Petrarca

La collina e il territorio

Questa fedele e mirata descrizione è stata scritta da un poeta immortale, Francesco Petrarca, in una lettera inviata il 21 ottobre 1353 a Guido Arcivescovo di Genova.
Da essa traspaiono caratteristiche visioni che rendono giusta immagine della collina, anche se notevolmente cambiata dal trascorrere del tempo.
I colli di San Colombano appaiono come una protuberanza isolata, nel mezzo della Pianura Padana, a sud della grande Milano, tra la Pianura Lodigiana e la Bassa Pavese; dista infatti circa 40 Km da Milano, una trentina da Pavia e 15 da Lodi.
È da sempre una piccola zona vitivinicola.
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Una leggenda popolare, lega l'inizio della viticoltura al passaggio del frate irlandese Colombano e dei suoi seguaci, che nei primi anni del VI secolo, cristianizzarono gli abitanti dei colli e insegnarono loro la coltivazione della vite.
I riferimenti storici parlano di un vino di qualità che nasce dal laborioso rapporto fra la professionalità dell'uomo e la divina vocazionalità del territorio, premiato nel 1984 con il riconoscimento di zona a denominazione d'origine, che prende il nome del Santo Irlandese capostipite di quest'affascinante storia di uomini e territorio, la cui immagine stilizzata è diventata il marchio del vino Dop Colombano".
Concorrono a produrre questo unico vino Dop della zona le uve rosse legate alla tradizione dei Colli: la Barbera, la Croatina e l'Uva Rara.

Con la vendemmia 1995, i Colli di San Colombano sono anche zona ad Indicazione Geografica Tipica (Igt): "Collina del Milanese". Con questa indicazione vengono proposti e valorizzati soprattutto i vini monovitigni: la tipica Verdea, il Riesling, la Malvasia, il Pinot nero, lo Chardonnay; vini fermi, frizzanti, giovani, freschi e fruttati ma anche piccole partite invecchiate in botte o piccoli carati, degli ottimi spumante, charmat e metodo classico, vini tipici, caratteristici che meritano di essere conosciuti e degustati e che contengono i sapori ed i valori di un piccolo territorio collinare.
Un clima particolare, giustamente piovoso in primavera, caldo e asciutto in estate e nel periodo importante per la maturazione e l'affinamento delle uve, abbinato ad un terreno molto adatto alla coltivazione della vite, per la sua composizione e giacitura con dolci saliscendi, mirate scelte fra vitigni e portainnesti che meglio si adattano e si esprimono nei vari poderi dell'azienda dislocati soprattutto nella parte con esposizione a sud della collina, permettono di produrre uve sane e ben mature, uno spettacolo della natura al momento della raccolta, dalle quali non si possono che ottenere dei vini importanti per ogni momento della giornata, che incontrano il gusto e l'apettativa di molti appassionati del buon bere.