Questo sito utilizza i "cookie" per migliorarne la navigazione e garantire una corretta visualizzazione di tutte le aree delllo stesso. Chiudendo questo banner il visitatore e/o l'Utente Registrato, acconsente all’uso dei "cookie". Per saperne di più vai alla pagina Informativa Cookies.
"E' questo un vago fertilissimo colle, posto quasi nel mezzo della Gallia Cisalpina, cui dalla parte esposta a Borea e ad Euro è prossimo San Colombano, castello assai noto e cinto di forti mura.

A piè del colle scorre il Lambro limpidissimo fiume e benchè piccolo, è capace di sostenere barche di ordinaria grandezza, il quale scendendo per Monza, di qui non lungi, si scarica nel Po: a ponente si stende lo sguardo a larga spaziosa veduta, e regnavi gradita solitudine e amico silenzio.

Io non conosco altro luogo che in positura si poco elevata si vegga attorno si vasto prospetto di nobilissime terre"
Francesco Petrarca

Questa fedele e mirata descrizione è stata scritta da un poeta immortale, Francesco Petrarca, in una lettera inviata il 21 ottobre 1353 a Guido Arcivescovo di Genova.
Da essa traspaiono caratteristiche visioni che rendono giusta immagine della collina, anche se notevolmente cambiata dal trascorrere del tempo.
I colli di San Colombano appaiono come una protuberanza isolata, nel mezzo della Pianura Padana, a sud della grande Milano, tra la Pianura Lodigiana e la Bassa Pavese; dista infatti circa 40 Km da Milano, una trentina da Pavia e 15 da Lodi.
È da sempre una piccola zona vitivinicola.
cartina small
Una leggenda popolare, lega l'inizio della viticoltura al passaggio del frate irlandese Colombano e dei suoi seguaci, che nei primi anni del VI secolo, cristianizzarono gli abitanti dei colli e insegnarono loro la coltivazione della vite.
I riferimenti storici parlano di un vino di qualità che nasce dal laborioso rapporto fra la professionalità dell'uomo e la divina vocazionalità del territorio, premiato nel 1984 con il riconoscimento di zona a denominazione d'origine, che prende il nome del Santo Irlandese capostipite di quest'affascinante storia di uomini e territorio, la cui immagine stilizzata è diventata il marchio del vino Dop Colombano".
Concorrono a produrre questo unico vino Dop della zona le uve rosse legate alla tradizione dei Colli: la Barbera, la Croatina e l'Uva Rara.

Con la vendemmia 1995, i Colli di San Colombano sono anche zona ad Indicazione Geografica Tipica (Igt): "Collina del Milanese". Con questa indicazione vengono proposti e valorizzati soprattutto i vini monovitigni: la tipica Verdea, il Riesling, la Malvasia, il Pinot nero, lo Chardonnay; vini fermi, frizzanti, giovani, freschi e fruttati ma anche piccole partite invecchiate in botte o piccoli carati, degli ottimi spumante, charmat e metodo classico, vini tipici, caratteristici che meritano di essere conosciuti e degustati e che contengono i sapori ed i valori di un piccolo territorio collinare.
Un clima particolare, giustamente piovoso in primavera, caldo e asciutto in estate e nel periodo importante per la maturazione e l'affinamento delle uve, abbinato ad un terreno molto adatto alla coltivazione della vite, per la sua composizione e giacitura con dolci saliscendi, mirate scelte fra vitigni e portainnesti che meglio si adattano e si esprimono nei vari poderi dell'azienda dislocati soprattutto nella parte con esposizione a sud della collina, permettono di produrre uve sane e ben mature, uno spettacolo della natura al momento della raccolta, dalle quali non si possono che ottenere dei vini importanti per ogni momento della giornata, che incontrano il gusto e l'apettativa di molti appassionati del buon bere.